STUDIO83

ESORDIAMO!
 
 
Alessandro Bastasi
La fossa comune
0111 Editore, Milano, 2008

“La fossa comune” di Alessandro Bastasi racconta la vicenda di Vittorio Ronca, italiano sui quarant'anni che, in seguito a vicissitudini personali e lavorative, decide di mollare tutto e trasferirsi nella Russia dei primi anni ’90. Alle sue spalle, la grigia Milano e un matrimonio fallito. Davanti a sé, un Paese alla totale deriva politica e morale, che finirà per trascinare Vittorio in una drammatica spirale di eventi.

Di Alessandro Bastasi si può subito dire che la penna in mano la sa tenere e che, pur se migliorabile, “La fossa comune” è un romanzo ben costruito, con una struttura solida e una buona suspance. La scelta dell’autore è quella che paga di più in assoluto: parlare di cose che conosce. Bastasi, che nella Russia di Eltzin ha vissuto davvero, la descrive con cura e precisione e infonde in questo ritratto lo sguardo del protagonista, disincantato, ma anche pieno di desiderio di lottare, di divincolarsi da una realtà che si sgretola per cercare di rimetterne insieme i pezzi.

La storia segue il punto di vista di Vittorio, il suo passato, il suo costante, energico e quasi inconsapevole tentativo di sgretolare gli schemi di un’esistenza ordinaria e infelice. Attorno a lui, personaggi freddi, quasi spenti, privi di passione, ritratti a volte grotteschi che ben si incastrano con entrambi gli sfondi della vicenda: la piccola Italia gretta e soffocante da una parte, la nuova Russia delirante e capitalista dall’altra.  

Certo ci sono alcuni aspetti su cui si sarebbe potuto lavorare di più, per ottenere una narrazione più omogenea, a partire
dall' impaginazione, a volte quasi dispersiva; alcune scelte sono alquanto discutibili, come quella di inserire lunghi dialoghi in russo e inglese nel primo capitolo, per poi far parlare i personaggi sempre in italiano; al di là di queste pecche, però, “La fossa comune” è un romanzo d’esordio ben organizzato e Bastasi non è certo uno sprovveduto.

Come opera prima, quindi, “La fossa comune” è sicuramente meritevole e ricca di buon materiale, ennesima dimostrazione che raccontare ciò che si conosce, senza avventurarsi per vie impervie e percorsi impraticabili, è il punto di partenza migliore per ogni autore che voglia affrontare in modo costruttivo la scrittura creativa.


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