STUDIO83

ESORDIAMO!
 
 
Anthony Colannino
Trasformazioni invisibili
Arduino Sacco Editore, Roma, 2008

Nota di demerito: l'autore della recensione ha contravvenuto a TUTTI i punti essenziali del regolamento:

  • non ha lasciato un commento al post;
  • non ha segnalato la recensione tra i suoi link;
  • non ha esposto il banner di "Esordiamo";
  • sostanzialmente, dopo la pubblicazione della recensione (e dopo aver chiesto e ottenuto consulenza GRATUITA sui meccanismi di promozione editoriale) è sparito nel nulla.

Questo ci ha fatto nascere qualche dubbio sui reali intenti dell'autore: per questo, la recensione non verrà rimossa, ma lasciata a disposizione di tutti coloro, lettori e scrittori, che rispettano il lavoro altrui e che hanno voglia di leggere un parere competente e obiettivo sull'opera in questione.

Ho cercato in tutti i modi di trovare qualcosa di carino da dire. Non ci sono riuscita. L’autore dovrà perdonarmi, ma il mio modo di portargli il maggiore rispetto possibile sarà questo: trattarlo come uno scrittore, non come un giovane di belle speranze che ha avuto il fegato di tirar fuori il manoscritto dal cassetto, al quale non si trova il coraggio di fare del male. Spero questo discorso sia chiaro fin da ora.

Mi dispiace: “Trasformazioni Invisibili” è un libro immaturo e l’autore non era assolutamente pronto a pubblicare. Sarebbe stato all’editore “pascerlo” un po’ prima di gettarlo in pasto al tipografo, ma questo non è accaduto. I motivi non sta a me indagarli, il mio lavoro è commentare il risultato. Ed è ben altro impegno quello che, come lettore, chiedo a uno scrittore che vuole definirsi tale.

Trasformazioni Invisibili è una raccolta di cinque racconti sconclusionati, a tratti illeggibili, un maldestro tentativo di cimentarsi nel genere surreale, in cui la punteggiatura è un’opinione e l’originalità è assente. I luoghi comuni e gli stereotipi non si contano, l’uso delle figure retoriche (soprattutto le similitudini) è drammatico, gli strumenti basilari della narrativa sono padroneggiati a malapena. Una struttura così pericolante non è assolutamente in grado di sostenere le scelte lessicali e sintattiche dell’autore, già difficili in mani più esperte, che peggiorano soltanto la situazione:  termini in disuso, inversioni dell’ordine soggetto-verbo-oggetto, overdose di punti e virgola, perfino locuzioni in latino del tutto fuori luogo. Purtroppo è tipico di chi si avvicina alla scrittura pensare che scelte del genere impreziosiscano la narrazione: si tratta però di una credenza ingenua, che l’esperienza smentisce. Il discorso è sempre quello: uno sciatore inesperto non si lancerà subito su una pista nera, ma si farà le ossa su quelle con pendenza minima. Altrimenti non sembrerà più bravo, semplicemente si romperà l’osso del collo.

L’editore poi non ha certo contribuito a migliorare la situazione, anzi: più che “edito”, Trasformazioni Invisibili è stato “stampato” e basta, senza farsi nessuna tappa intermedia necessaria a trasformare un manoscritto in un libro vero e proprio. Se queste tappe ci sono state, non hanno lasciato traccia sensibile: l’editing è assente, l’impaginazione è terribile, senza contare i tripudi di “d” eufoniche fuori posto e le espressioni inspiegabilmente <<virgolettate>> (“S’incontrarono per un’uscita <<a quattro>> alla stazione[…]” e così via). Credo che una noncuranza del genere sia dannosa, prima ancora che per il povero lettore, per l’autore stesso.

Concludo con un suggerimento che spero venga preso per il verso giusto: non sta scritto da nessuna parte che pubblicare sia di vitale necessità, se l’autore non è ancora pronto per questo passo. Se non è pronto, l’unico risultato è che si danneggia da solo. La pazienza invece è fondamentale: non c’è una data di scadenza, spesso ci vogliono anni e anni, ed esperienza accumulata, e tanto lavoro. Le scorciatoie non servono a niente, se non a mettere a nudo – in pubblica sede, però – tutti quei difetti che rendono un aspirante scrittore ancora immaturo per la pubblicazione.


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