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Rosario Esposito La Rossa, |
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“Dalla sua nascita ad oggi Scampia non ha mai avuto una biblioteca, una piazza, un qualsiasi luogo di ritrovo capace di creare aggregazione”. Questa frase, riportata nei brevi “cenni storici” di fine volume, contiene tutta la drammaticità dei racconti di “Al di là della neve”, ed è una chiave di lettura dell’antologia, come della difficile situazione di un quartiere preda del degrado. I racconti di Esposito, infatti, più che parlare del quartiere tentano di riprodurne sulla pagina vita e atmosfere, secondo un intento chiaramente mimetico. Con uno stile paratattico, espressioni dialettali e costrutti colloquiali, Esposito vuole dipingere, più che decifrare, ma riesce in un’impresa difficile: mantenere costante nella narrazione l’eleganza di fondo di uno stile coerente, che impedisce di confondere l'autore, cosciente dei propri strumenti espressivi, con un qualsiasi cronista dilettante. Va detto che i racconti di “Al di là della neve” non indulgono nella mera rappresentazione dello squallore, non si beano del degrado che emerge da ciò che circonda le vite dei giovani protagonisti: vite promettenti, come quelle di qualsiasi adolescente, ma assediate da ingranaggi difficili da combattere. Esposito non si eleva rispetto alla sua realtà: ma nemmeno la svaluta, perché – sembra dire – la dignità si perde quando ci si arrende allo squallore, non quando lo si nota e se ne parla. Siamo in un luogo difficile, che però non è l'inferno a due dimensioni rappresentato dai rotocalchi: Scampia è una mamma per chi ci è nato, per chi ci passa infanzia e gioventù osservando con incanto il cielo e le luci delle Vele, ma vive senza una piazza, senza un circolo, senza una biblioteca, nonostante le tante energie da poter impiegare. Se volessi trovare a tutti i costi un difetto in “Al di là della neve”, lo individuerei nell’eccessiva brevità dei racconti, che hanno l’impatto di istantanee, ma spesso anche la loro instabilità. Insomma, Esposito è uno scrittore promettente e, dopo la raccolta di racconti, una prova-romanzo può servirgli per esprimere e sviluppare quei punti di forza che in”Al di là della neve” ci fa solo intravedere. Non è solo Scampia a poter beneficiare di questa assunzione di responsabilità, ma anche noi lettori, perché abbiamo la possibilità di capire meglio una realtà traviata e soprattutto di sperimentare la forza che ha la parola scritta, quando è al servizio di un grande slancio morale. Rosario Esposito La Rossa ha subito un lutto familiare a causa della barbarie della camorra. Ha fondato, insieme ad alcuni compagni, l'associazione VODISCA: Voci di Scampia. |
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ESORDIAMO!





