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Maria Galella, I Corvi e i campi di grano Natrusso Communications, 2007, Noli (SV) |
Maria Galella è alla sua prima antologia di racconti, sebbene abbia pubblicato vari racconti in antologie collettive. Rubando un’espressione riferita agli artisti di altri campi, potremmo definire "I corvi e i campi di grano" la prima “personale” della Galella. Questa raccolta di racconti horror ha alcuni lati positivi, primi tra tutti le idee e gli spunti che all’autrice non mancano, e che rendono la lettura piacevole e a tratti appassionante. La scrittrice riesce a tenere l’interesse del lettore a un buon livello, non si è mai tentati di posare il libretto o interrompere un racconto a metà, un pregio da non sottovalutare di questi tempi… purtroppo. I racconti, però, presentano anche delle debolezze, prime tra tutte quelle legate allo stile. A fronte di una rielaborazione personale dei temi cari all’horror e della realtà delle leggende e dei paesaggi locali, infatti, lo stile della Galella si dimostra ben poco pensato, e indulge un po’ troppo a luoghi comuni linguistici che a un lettore di genere saltano all’occhio e che alle lunghe pesano sul piacere della lettura. A causa della banalità dello stile che pecca di trascuratezza, “I corvi e i campi di grano” sembra la prima stesura di una serie di buone idee, che aspetta di essere scritta per davvero. Ripeto: i contenuti ci sono, ma il modo di esporli è troppo scontato e dà un non so che di vago alle vicende descritte; per “vago” non intendo “straniante” o “dai contorni sfumati”, tutti aspetti auspicabili in testi del genere, ma “inaccurato” e “impreciso”. Insomma, “I corvi e i campi di grano” è una lettura piacevole e una buona opera di intrattenimento, alla quale dare una sufficienza: consiglierei però all’autrice di soffermarsi di più sullo stile, un po’ troppo “prime armi” rispetto alla sua effettiva esperienza, magari leggendo attentamente opere di riferimento dell’orrore, non per copiare (come ho detto, la “copia” c’è un po’ troppo) ma per rielaborare e creare un proprio stile personale e ragionato, che le consenta di valorizzare le buone idee e le costruzioni narrative interessanti. |
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ESORDIAMO!





