STUDIO83

associazione culturale per scrittori esordienti

ESORDIAMO!
 
 
Maria Galella, I Corvi e i campi di grano
Natrusso Communications, 2007, Noli (SV)

 

Maria Galella è alla sua prima antologia di racconti, sebbene abbia pubblicato vari racconti in antologie collettive. Rubando un’espressione riferita agli artisti di altri campi, potremmo definire "I corvi e i campi di grano" la prima “personale” della Galella.

Questa raccolta di racconti horror ha alcuni lati positivi, primi tra tutti le idee e gli spunti che all’autrice non mancano, e che rendono la lettura piacevole e a tratti appassionante. La scrittrice riesce a tenere l’interesse del lettore a un buon livello, non si è mai tentati di posare il libretto o interrompere un racconto a metà, un pregio da non sottovalutare di questi tempi… purtroppo.
Il genere scelto è di per sé intrigante: e la Galella non eccede mai, non esagera, e alle componenti pulp o squisitamente orrorifiche preferisce le suggestioni e le discese graduali nel delirio, le atmosfere, i paesaggi. Un altro elemento interessante dei racconti, che mi sento di considerare un pregio, è la componente locale delle ambientazioni, le storie e le vicende sono molto legate al territorio della scrittrice: questo conferisce ai racconti un’impressione di maggiore aderenza, se non alla realtà, a quella che potrebbe essere la realtà, e un tocco personale gradevole.

I racconti, però, presentano anche delle debolezze, prime tra tutte quelle legate allo stile. A fronte di una rielaborazione personale dei temi cari all’horror e della realtà delle leggende e dei paesaggi locali, infatti, lo stile della Galella si dimostra ben poco pensato, e indulge un po’ troppo a luoghi comuni linguistici che a un lettore di genere saltano all’occhio e che alle lunghe pesano sul piacere della lettura.
I “vuoti lunghi una vita”, il passare di “pochi giorni oppure [del]l’eternità intera”, “l’inferno aveva spalancato le fauci”, la notte “ancora tanto, tanto lunga”, la campagna “nera e muta”, le “sensazioni oscure e ignote”, le “nere e avide fauci”, “mille e mille morsi nella carne”, i fantasmi “servi del male”, ripetizioni continue di espressioni come “biancheggiare” o “come cosa viva”. Queste, e molte altre che non riporto, sono espressioni banali, piatte, non perché non siano formalmente giuste, ma perché usate e abusate dalla letteratura di genere, se ne trovano a palate dovunque. Una scrittrice che ha dalla sua idee valide e un buon senso del ritmo narrativo dovrebbe tenerne conto, evitarle quanto più possibile e cercare espressioni più personali e sicuramente più ragionate.

A causa della banalità dello stile che pecca di trascuratezza, “I corvi e i campi di grano” sembra la prima stesura di una serie di buone idee, che aspetta di essere scritta per davvero. Ripeto: i contenuti ci sono, ma il modo di esporli è troppo scontato e dà un non so che di vago alle vicende descritte; per “vago” non intendo “straniante” o “dai contorni sfumati”, tutti aspetti auspicabili in testi del genere, ma “inaccurato” e “impreciso”.
Inoltre, c'è un ricorso frequente alla narrazione in prima persona e un ripetersi di nuclei tematici (come l’avanzare di una follia provocata da forze soprannaturali, il ritorno dalla guerra, i bambini crudeli): questo aspetto di per sé non peserebbe, ma salta all'occhio e viene evidenziato in senso negativo proprio dallo stile che non cambia mai, non si adatta ai vari personaggi, e fa sembrare tutto narrato dalla stessa persona nello stesso stato d’animo, dando come risultato un senso di monotonia che alla lunga si fa sentire.

Insomma, “I corvi e i campi di grano” è una lettura piacevole e una buona opera di intrattenimento, alla quale dare una sufficienza: consiglierei però all’autrice di soffermarsi di più sullo stile, un po’ troppo “prime armi” rispetto alla sua effettiva esperienza, magari leggendo attentamente opere di riferimento dell’orrore, non per copiare (come ho detto, la “copia” c’è un po’ troppo) ma per rielaborare e creare un proprio stile personale e ragionato, che le consenta di valorizzare le buone idee e le costruzioni narrative interessanti.


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