STUDIO83

associazione culturale per scrittori esordienti

ESORDIAMO!
 
 
Silvia Lugaresi, La spirale discendente
LibroItaliano World, 2002

Prima di parlare de “La spirale discendente”, seconda raccolta di poesie di Silvia Lugaresi, bisognerebbe premettere che scrivere e recensire poesia è molto più difficile che scrivere e recensire narrativa. Una delle ragioni principali, forse la più importante, è che la poesia non è per tutti: oltre all’imprescindibile conoscenza di canoni e regole del genere (quelle che riguardano il ritmo, la suddivisione in versi, ecc.) bisogna anche saper trasmettere, attraverso di essa, emozioni e sensazioni; cosa che l’autrice, in questo caso, non ha saputo realizzare pienamente.

Nella maggior parte dei componimenti de “La spirale discendente” troviamo una monotematicità un po’ pedissequa: pessimismo, immagini cruente, sangue, morte, stupro; la ripetizione continua di questi temi e il conseguente appiattimento dei toni rischia di ottenere l’effetto opposto e finire per tediare il lettore.

Lo stile dell’autrice si rivela poi eccessivamente ermetico, sfuggendo spesso alla comprensione del lettore. Vero è che la poesia, come mezzo espressivo, non deve necessariamente rendere espliciti e immediati tutti i propri contenuti; allo stesso tempo, però, il canale di comunicazione con il destinatario dovrebbe sempre restare attivo, senza mai impedire al lettore di collaborare alla costruzione del senso.

 Silvia Lugaresi riesce comunque a trovare argomenti interessanti e a trattarli col giusto metodo, come dimostrano molte poesie della raccolta; un esempio è il modo in cui l’autrice ha affrontato il tema del rimpianto e i componimenti a esso dedicati (“Il vampiro”, “Qualcuno mi ha sparato”, “Alla sposa” e “Funerale siciliano”).

Per concludere, con “La spirale discendente” siamo comunque in presenza di spunti originali e temi interessanti; il consiglio rivolto a Silvia Lugaresi, che ha dimostrato coraggio nel cimentarsi in un’impresa impegnativa come la poesia, è di indirizzare il proprio talento verso una ricerca stilistica più disposta a collaborare con il pubblico, consentendo al lettore una maggiore fruizione che si realizzi anche – e soprattutto – nella cooperazione con l’autore.

<Maria Valentina De Blasi per Studio83>

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