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Luciano Pagano Re Kappa Besa editrice, Lecce, 2007 |
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"Re Kappa", opera prima di Luciano Pagano, si configura già dalle prime pagine come un romanzo atipico. Non tanto perché rientra nella categoria di "metaromanzo", espediente non nuovo nella letteratura italiana e, oggigiorno, molto apprezzato fra i giovani scrittori; quanto, piuttosto, per la forte personalità di Pagano, che permea la narrazione e si integra con la voce narrante creando un’originale convergenza tra autore e narratore. Pagano si immerge nella vita del protagonista, anch’esso scrittore, e seguendone il flusso dei pensieri racconta le sue vicissitudini: un viaggio pieno di personaggi bizzarri, colleghi insopportabili e inattese scorribande. Il tutto è collocato in un Salento dipinto con poche efficaci vergate di pennello, un frammento di Sud che Pagano racconta a parole proprie senza ridurlo agli stereotipi classici. L’autore strizza l’occhio qua e là alle manie del mondo che descrive, ironizzando tanto su critici snob quanto su sedicenti esperti di manga; con la medesima ironia, poi, lascia scorrere tra le parole del protagonista gli stessi vezzi delle culture, sottoculture e controculture sulle quali si sofferma, a partire dall’ossessione per il titolare Re Kappa per concludere con numerosi rimandi – amalgamati con gran simpatia nel testo – al celebre “Maison Ikkoku” di Rumiko Takahashi. Quello che invece è il maggior limite di “Re Kappa” risiede proprio nel suo marchio caratteristico: la narrazione sincopata, estremamente difficile da gestire come strumento in sé, accelera a volte troppo e, più che accompagnare il lettore, finisce per travolgerlo estraniandolo dagli eventi narrati. Se una simile impostazione rende il comparto tecnico di “Re Kappa” coraggioso proprio nel suo essere sperimentale, l’inevitabile rallentamento nella fruizione da parte dell’utente è un campanello d’allarme che non dovrebbe restare inascoltato. Il romanzo si conclude con un finale inatteso e ben architettato nella sua capacità di spiazzare il lettore; con questa opera prima, tirando le somme, Luciano Pagano ha dimostrato di non aver paura di sperimentare e di saper dar vita a un teatrino di personaggi memorabili: il tutto è condito con ironia, il che non guasta mai. |
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ESORDIAMO!

