|
INTERVISTA A DIANA BATTAGGIA, |
|
Riportiamo il testo dell'intervista a Diana Battaggia, di Lietocolle. In questa chiacchierata Diana pone l'accento su elementi interessanti nel discorso relativo alla lettura e alla sua promozione, come la spinta alla lettura (assente) da parte della scuola e il ruolo delle biblioteche e delle istituzioni. Il video disponibile QUI. Presentazione Sono Diana Battaggia della casa editrice Lietocolle che da vent'anni si occupa di diffusione di poesia contemporanea, quindi con autori in carne ed ossa, vivi, che rappresentano il fermento creativo attualmente in essere e che si sta via via allargando. Politica editoriale La nostra posizione è quellla di essere vicini agli autori e cercare di promuovere la loro scrittura in quanto già vagliata e ritenuta valida per scelta editoriale. Più che altro, la funzione di ponte che ci siamo assegnati affinché dal cassetto questi manoscritti raggiungano il lettore è fondamentale. Per far questo ci vuole un impegno quotidiano, perchè la poesia non è un bene così fruibile, e c'è molta diffidenza, mentre noi riteniamo possa essere l'esempio più sintetico di una grande tradizione di dialogo interiore, di quello che è un deposito di forti emozioni che vanno condivise, perché appartengono, sì, alla sfera dell'intimo, ma anche alla sfera dell'umano. Per cui è un fatto di genere, ma di costume anche, se vogliamo intendere la poesia come riferita al presente, riferita ai fatti della quotidianità. Una sorta di cronaca: non dimentichiamo che la poesia è stato uni dei primi elementi di comunicazione. Quindi noi miriamo a far comunicazione. I dolori di un editore Il dolore di un editore è quello di non sentirsi partecipi nella stessa dimensione del poeta stesso, per lo sviluppo della poesia: ovvero, è un lavoro che va sempre concertato. Il dolore è quando ci innamoriamo noi del libro mentre l'autore, una volta pubblicato, se ne disamora, e l'effetto di traino è ovviamente ridotto. Un dolore ancora più forte è il conto economico della casa editrice... ma su questo si possono studiare delle strategie alternative per cercare di essere sufficientemente robusti per assicurare ai nostri autori una debita promozione. Strategie di promozione e diffusione Le strategie possono essere, forse, un aiuto da parte della pubblica amministrazione, di quello che può essere l'assessorato, in generale, alla cultura delle piccole realtà provinciali o comunali, per venirci incontro. Favorire i momenti di relazione pubblica da parte delle biblioteche, interessarsi a un loro sviluppo affinché si sia presenti sul territorio. Il discorso della distribuzione è un nodo cruciale per i piccoli editori in genere, per noi editori di poesia ancora di più, perché purtroppo per "fare cassetta" la poesia non è lo strumento più indicato. Molte volte in libreria, ancorché ci tengano il nostro libro, è messo defilato. I lettori Gli Italiani sono un po' pigri nella lettura. È anche vero che bisogna riuscire a entrare in dialogo anche con il lettore, non è sempre colpa del lettore in sé. Un'attenzione maggiore anche a livello scolare, da parte degli insegnanti, per indurre il ragazzo alla lettura sarebbe sicuramente proficua perché è il seme di un futuro germoglio, per quanto riguarda il lettore. Conclusioni Non abbiate paura della poesia. Perché è la poesia che viene verso di voi, basta solo saperla accogliere. Questa intervista fa parte della serie "Editori in fiera", dialoghi che abbiamo realizzato nel corso della Fiera "Più Libri più Liberi" tenutasi a Roma dal 6 al 9 dicembre 2007.
|
|
INTERVISTE

