STUDIO83

associazione culturale per scrittori esordienti

INTERVISTE
 
 

INTERVISTA A MONICA MAGGI , POETESSA, SCRITTRICE E GIORNALISTA

Come scrittrice e come persona, Monica Maggi si caratterizza per una passione e un entusiasmo fuori dal comune: lo si evince anche dalle risposte che ci ha dato, e dal tono calmo e ottimista che usa qui e nelle pagine del suo blog. Ha al suo attivo varie pubblicazioni, tra le quali "La mia pelle è un cifrario" (Lietocolle, 2004) e "Calco" (Lietocolle, 2007).


Studio83: Nella tua produzione letteraria hai riservato un posto di primo piano alla poesia. Ti va di parlarci di questa scelta?

Monica Maggi: Trovo che sia una scelta di sopravvivenza. O meglio, di respiro di fronte all’affanno. Per me la poesia è un canto, è quella musica non evidente e inascoltata nella vita di ogni giorno. Mi piace rallentare i ritmi della mia giornata con la lettura di una poesia. E’ un cullarmi, con amore.

S83: Alla luce della tua esperienza, quali difficoltà comporta la poesia come mezzo di espressione artistica, sia dal punto di vista della creazione, che da quello della pubblicazione?

MM: La poesia soffre di un mercato commerciale bassissimo, pur avendo, invece, un ascolto e un ritorno immenso. Lo vedo dalle folle (letteralmente) che si radunano ai reading di altri o miei. Per la pubblicazione il discorso si lega a questa difficoltà: troppi editori si improvvisano tali per lucro, e quindi la loro scelta non è guidata dall’esperienza e dalla competenza.

S83: Oltre che scrittrice, sei anche giornalista. Quali somiglianze e differenze pensi che ci siano fra questi due diversi modi di vivere la parola scritta?

MM: L’ingrediente di base è lo stesso: la parola. Cambiano i destinatari, e quindi per me non ci sono differenze. Forse potrei trovarle nel “come mi sento”. Nello scrivere di giornalismo sono rapida e sintetica, nella scrittura mi abbandono alle emozioni.

S83: La narrativa erotica – di  cui tu, tra le altre cose, ti sei occupata – è  spesso oggetto di snobismo da parte di molti lettori e scrittori, sia per gli argomenti che tratta, sia in quanto narrativa di genere. Sfatiamo questo pregiudizio: cosa pensi che questo tipo di letteratura abbia da insegnare e da far scoprire?

MM: Semplicemente come per tutte le altre scritture: bisogna saper scrivere bene. Ma la scrittura erotica ha un elemento che altre scritture non hanno: non si parla di sesso ma di CORPO, di fisicità. Le donne sono più brave degli uomini perché hanno una  percezione del loro corpo maggiore, e la scrittura erotica (dove loro sono presenti in gran numero) le ha autorizzate.

S83: Da alcuni anni tieni un corso di giornalismo all’Università di Roma3. Pensi che l’ambiente accademico sia un buon laboratorio per gli aspiranti scrittori?

MM: L’università è un buon laboratorio per chi vuole provare a scrivere. Le mie lezioni e i miei corsi (anche privati) sono affollatissimi. E quello che gli studenti mi dicono di volere e di apprezzare in me (e nelle mie lezioni) è l’entusiasmo e l’amore per questo lavoro.

S83: Per concludere, parlaci un po’ di te: quali sono state finora le gioie e le delusioni più grandi nella tua carriera di scrittrice?

MM: Non molte, in verità. Mi ha sostenuto sempre la voglia di non cedere alla delusione e il grande amore per la parola. Poi c’è stato l’amore dei lettori e quindi…non mi sono abbattuta mai del tutto. E’ sì un lavoro difficile, spesso intrapreso da persone che lo trattano come un mestiere qualsiasi. Ma concludo con le parole che Enzo Biagi ha detto al suo grande amico Sergio Zavoli: “Siamo fortunati, perché abbiamo fatto un lavoro bellissimo, e credo che lo avremmo fatto anche gratis. Ma non lo dire in giro”.


Ringraziamo Monica per la sua grande positività e per la disponibilità che dimostra sempre. Buon lavoro, Monica!

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