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INTERVISTA A DANIELA CHIMIENTI - OZOZ.IT

Oggi i siti web dedicati agli esordienti sono molti e mettono a disposizione molti servizi; uno dei più utili e gettonati permette di pubblicare i propri scritti e commentare quelli degli altri, offrendo così una “palestra” virtuale nella quale confrontarsi e crescere insieme.  

OzOz è un nome noto a gran parte degli esordienti che navigano in rete; questo sito è stato infatti pioniere nel suo genere e conta oggi un enorme numero di iscritti. Ma OzOz non si esaurisce nell’opportunità di confronto che offre; una delle sue finalità, infatti, è sensibilizzare e informare gli esordienti sui pericoli e le problematiche del mondo dell’editoria, creando una nuova realtà in cui si possa dire la propria da entrambi i lati del manoscritto.

I fondatori e webmaster di OzOz, Maurizio Monticelli e Daniela Chimienti, lavorano da anni per tenere viva questa “piazza virtuale” gremita di scrittori; noi di Studio83 abbiamo intervistato Daniela a proposito del rapporto tra web, editori ed esordienti.


Studio83: "OzOz" è un sito dedicato alla cultura del libro e della scrittura; ma, soprattutto, è diventato un punto di aggregazione molto importante per gli scrittori esordienti, una vera e propria "piazza virtuale". Secondo te, alla luce della nuova "rete degli esordienti" nata grazie a iniziative come la vostra, il mondo degli aspiranti scrittori è cambiato?

Daniela Chimienti: La piazza virtuale di OZoz.it  si è fatta carico negli anni di una grande responsabilità: sensibilizzare gli esordienti e renderli consapevoli che lungo il cammino verso la pubblicazione sono molti gli ostacoli e le trappole in cui possono imbattersi. Oggi l'aspirante scrittore medio è molto più consapevole che in passato su temi quali l'editoria a pagamento o i canali distributivi che la piccola o media editoria può vantare. L'informazione è un'arma di indubbio valore: è un po' come se noi avessimo dato una 44 magnum a Cappuccetto Rosso per difendersi dal lupo. Povero lupo!

S83: Ultimamente si parla molto di come la scrittura, grazie alle nuove tecnologie e soprattutto a Internet, stia cambiando lentamente volto. Il fatto che si possano pubblicare i propri scritti sul Web dovrebbe mostrare nuove possibilità agli esordienti, eppure la maggior parte di essi continua a riconoscere come pubblicazione effettiva solo quella cartacea. Secondo te, perché?

D.: Onestamente me lo domando anch'io. Forse qui in Italia il web costituisce ancora qualcosa di relativamente troppo nuovo e quindi incontra una certa diffidenza. Oppure è l'innegabile fascino che i libri possiedono a sconfiggere già in partenza la rete. La verità è che è mancato fino a oggi il vero riconoscimento sociale alla scrittura sul web, che si tratti di scrittura creativa o di citizen journaslim non fa differenza. Si tratta di una vera e propria discriminazione che crea categorie, una sorta di serie A e B, nella pubblicazione. Mi piace pensare che si tratti solo di ignoranza del mezzo e delle sue enormi possibilità. Magari fra qualche anno, forti di esperienze come quella di Dave Eggers negli Stati Uniti, le cose cambieranno.

S83: Negli ambienti in cui si parla di scrittura e letteratura, di norma, si tende a respirare un certo snobismo verso manifestazioni culturali più popolari (o considerate tali). Su "OzOz", invece, avete dato voce anche a discussioni su forme di cultura differenti, come il cinema o i fumetti. Come mai questa scelta?

DC: Cultura può essere ogni cosa. E' nell'interezza della visione del mondo nelle sue molteplici forme ed espressioni che risiede il senso di cultura. Da un buon film o fumetto si può imparare di più che da un cattivo libro. Semmai i cattivi libri insegnano come non si dovrebbe mai scrivere. Tutto sommato, c'è da imparare da tutto e tutti, se solo lo si vuole.

S83: Prima abbiamo parlato della possibilità offerta da Internet di pubblicare senza alcuno sforzo i propri scritti sul Web (pensiamo, per esempio, al fenomeno dei blog). Questa nuova "liberalizzazione" della pubblicazione on-line ha generato molte polemiche sull'abbassamento generale della qualità di ciò che si legge in Rete. Qual'è la tua opinione in proposito?

DC: Ammetto che un certo affollamento sul web esiste, ma se prima un testo su dieci si salvava, oggi sono dieci su cento, quindi la proporzione non è mutata. A mio avviso sono aumentati i numeri, ma il rapporto fra testi di qualità e testi scadenti è rimasto invariato.

S83: Accade spesso che alcuni editori partecipino alla "piazza virtuale" degli esordienti e che il feedback non sia più, come una volta, unilaterale (gli editori commentavano i manoscritti), ma avvenga in entrambe le direzioni (gli esordienti commentano l'operato delle case editrici). Secondo te, l'esistenza di siti come OzOz (frequentato anche da editori) sta portando il rapporto esordiente/editore da "verticale" a "orizzontale"?

DC: Oggi c'è voglia di confronto e questo ha portato le case editrici piccole e medie a rivedere le proprie strategie comunicative: il rapporto è diventato in questi casi orizzontale, un vero dialogo con gli aspiranti scrittori e potenziali lettori. Ma i colossi dell'editoria rimangono ancora silenti e il rapporto è cristallizzato nella consueta forma verticale.

S83: Infine, proiettiamo uno sguardo verso il futuro: alla luce dei mutamenti profondi che stanno avvenendo nella letteratura contemporanea e nelle sue forme di espressione, come vedi il rapporto tra esordienti, Web ed editoria nei prossimi cinque-dieci anni?

DC: Non so se si possa parlare di una vera e propria previsione, piuttosto è la mia speranza. Quella che le opere dell'ingegno si possano tranquillamente scaricare dal Web senza tutte le catene del copyright. Che il copyleft si diffonda nell'editoria e che questo consenta la perfetta fruibilità dei testi. Che scompaia gran parte dell'inutile burocrazia editoriale. Che gli esordienti liberino senza paura nella rete le loro fatiche letterarie, senza tenerle gelosamente custodite in attesa della nobilitazione cartacea. Che i lettori siano meno diffidenti nei confronti dei testi in formato elettronico, anche perché ora ce n'è per tutti i gusti. (A me personalmente piace molto il formato lit, fantastico per i palmari.)
Come si può notare è tutto concatenato, ogni anello è agganciato all'altro senza soluzione di continuità. Resta da stabilire a chi la prima mossa.
In definitiva quello che spero è che i libri possano viaggiare liberi.


Ringraziamo Daniela per le ottime risposte e per la sua disponibilità!

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