![]() |
Dorothea Brande |
“Ecco l’ennesimo manualetto americanoide sull’arte dello scrivere take away”, si potrebbe pensare. Sì, “Diventare scrittori” è un manuale, è sullo scrivere e sì, ha anche una mentalità schiettamente made in USA. La Brande si chiede, da addetta ai lavori, a cosa possa servire quel manuale (o corso) di bella scrittura che da subito si dà a scoraggiare i volenterosi con sentenze come: “se non avete il talento non andrete lontani”. Il talento è il quid misterioso che investe lo scrittore della sua aura, ma nessuno si premura di specificare come possa essere misurato o individuato. Se ci sei benvenuto, tutto il resto è fuffa. “Diventare scrittori” non è, infatti, un manuale di tecnica letteraria. Non insegna a tratteggiare personaggi, né a costruire intrecci, ma cerca di trasmettere qualche trucco per “sbloccare” chi si trovi a un punto morto o si consideri incapace o esaurito (interessante la sezione sul “secondo libro”). Prima della tecnica, è necessario superare alcuni blocchi psicologici che visti in retrospettiva sembrano sciocchi, ma senza un incoraggiamento mirato creano “penne levate alle lettere”, mettiamola così. Ho qualche dubbio su questa impostazione... agli scoraggiati sarebbe utile riprendere le biografie di grandi scrittori che lottarono per una vita ma non smisero mai di scrivere, e di farlo bene. Alla faccia di chi vuole pure i complimenti! Tolta questa perplessità, però, il manuale è interessante e istruttivo. Che vuol dire, agli occhi degli altri, essere uno scrittore? Quali sono i rischi del dirsi artista, e dell’assumerne le pose esteriori? Quali sono i trucchi per aprire i rubinetti della creatività, base di ogni buona storia? Quali invece per gestire l’ansia e i problemi emotivi collegati alle aspettative verso il proprio lavoro? La Brande fornisce risposte chiare e qualche regola da seguire, che contiene il sano pragmatismo di altri tempi e prevede una buona dose di fatica. Dorothea Brande era scrittrice e insegnante di scrittura creativa (negli anni ’30 del Novecento, quando qui in Italia le veline fasciste facevano cambiare dai romanzi stranieri la nazionalità italiana dei personaggi cattivi!): si è posta il problema della motivazione da dare ai suoi allievi e degli strumenti per farli camminare da soli, preoccupata che le potenzialità non andassero perdute per mancanza di guida. E con “Diventare scrittori” si è dimostrata una maestra nel senso più nobile del termine. |
|
LEZIONI DI LETTERATURA

