STUDIO83

LEZIONI DI LETTERATURA
 
A. Galla, G. Peresson
Aprire una libreria
Editrice Bibliografica, Milano 2005

 “Aprire una libreria” si propone come un vademecum, sintetico ma pratico, che illustri uno dei “mestieri del libro” più ambiti e fornisca valide linee di azione a chi vuole intraprendere l’attività di libraio.

Per ovvie ragioni, il libretto si concentra sull’attività della libreria indipendente, slegata da logiche di franchising e con metratura/assortimento limitati: una sorta di versione moderna della libreria di quartiere.

Il manuale è il risultato delle lezioni della “Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri”: è strutturato, infatti, in una serie di capitoli ognuno dei quali costituisce una lezione.
Gli aspetti affrontati sono diversi e il modo più efficace per illustrarli è citare il sommario: dopo una breve introduzione, arriviamo a una prima tranche di capitoli propedeutici accomunati dalla formula “cosa devo sapere”, dove si prendono in esame gli aspetti da tenere in considerazione già prima dell’apertura della libreria, prima addirittura del progetto specifico: “il mio bacino d’utenza e le sue potenzialità”, “la normativa e gli adempimenti”, “la distribuzione”, “le dimensioni, le tendenze e la concorrenza”.
In queste sezioni, si affronta il mestiere di libraio a partire dal contesto entro il quale egli dovrà poi muoversi. Pur essendo molto stringate e a volte vaghe (nonostante la profusione tipicamente “alla Peresson” di cifre e dati statistici), le informazioni fornite possono essere utili a un principiante assoluto, per farsi un’idea dell’ambiente nel quale vuole andare a inserirsi e del panorama professionale che lo circonderà.

Seguono poi i capitoli dedicati al cuore dell’attività, che servono a definire le specificità del progetto: “la definizione della formula imprenditoriale” e assortimento, livello di servizio, arredo, piano marketing, comunicazione e promozione alla clientela, rapporto libreria-distribuzione-case editrici, tecnologie di gestione e indici di controllo gestionale, personale, per arrivare finalmente al business plan che, pur essendo il punto di partenza di ogni attività imprenditoriale, qui è pensato non a caso come l’ultimo step di un lungo processo di conoscenza e definizione, in una relazione dialettica tra il progetto personale e la realtà esistente.

“Aprire una libreria” è una lettura utile a chi volesse sapere di più sull’attività di libraio indipendente, e direi imprescindibile per chi intenda cimentarsi nel mestiere.
Nonostante il mio consiglio di lettura, però, devo anche aggiungere che come guida ha qualche difetto di troppo, prima tra tutti l’assoluta insufficienza della forma.
In parole povere: è scritto davvero male. C'è una gestione assurda della punteggiatura e dei periodi, un inserimento continuo di parentesi contro la scarsità di note a piè di pagina, tabelle a volte oscure e veri e propri errori – omissioni di preposizioni e frasi lasciate a metà dopo tre o quattro incisi…
Insomma, g ià dopo poche pagine la lettura diventa difficile, faticosa, lenta, alle lunghe irritante.

Realizzare testi sulla base di lezioni svolte in scuole specializzate o stage è una pratica utile e comune: quei testi, però, devono essere “ripuliti” dalla patina scolastica e resi un corpus leggibile che li renda un vero e proprio saggio. Qui, invece, siamo di fronte a una serie di pessime, sciatte sbobinature. Manca all’appello un editing degno di questo nome, e fa dispiacere constatarlo di fronte all’opera di un professore universitario e di una casa editrice dagli standard solitamente alti, come la Bibliografica. Oltre a insegnarne e scriverne, i mestieri del libro bisognerebbe anche applicarli.


Lascia un commento

thumb | HOME | Login |Statuto | Contatti | Credits | ©2007 Studio83