![]() |
Silvia Pertempi
Romanzi per il macero Donzelli Editore, Roma, 2004 |
|
“Forse, però, una letteratura non si compone solo di autori editi. Se essi rappresentano nel bosco della letteratura le piante di alto fusto, il sottobosco è folto di persone, che pur avendo scritto romanzi, racconti, saggi, non hanno mai pubblicato. Forse per una più completa comprensione delle dinamiche della letteratura di un certo periodo storico e di un determinato ambito socio-culturale, se ne dovrebbe, nei limiti del possibile, tener conto.” Seguendo un approccio attinente alla sociologia della letteratura, Silvia Pertempi ha letto, analizzato e commentato un campione di manoscritti giunti alla redazione della casa editrice Donzelli, per ricavarne alcune coordinate sociologiche e tentare di trarne alcune conclusioni generali. Qual è il profilo degli esordienti presi in esame? Quale la loro realtà, e in che modo essa si riflette nella loro letteratura? Inoltre, quale concezione e quali aspettative hanno nei confronti dell’editore al quale mandano i loro lavori? Per svolgere la sua piccola analisi, la Pertempi si è avvalsa anche delle lettere di presentazione degli esordienti e delle biografie che hanno inviato su richiesta, apposta per l’indagine. Questo materiale si è rivelato indicatore di caratteri e aspettative, spesso in maggior misura rispetto alle stesse opere. Romanzi per il macero è un saggio abbastanza unico nel suo genere, ed è nato dall’esperienza personale della Pertempi che, frustrata a sua volta dai silenzi delle case editrici nei confronti delle proprie opere, non si è persa d’animo, e anzi si è chiesta dove sta l’errore degli esordienti in cerca di pubblicazione, e se un tale desiderio non si scontri con la realtà delle case editrici. Il saggio è abbastanza interessante e ha il pregio di non essere troppo lungo né pesante: tuttavia, l’autrice sembra dilungarsi un po’ troppo sulla descrizione dei vari manoscritti, cosa interessante ma che va a discapito delle conclusioni finali. Nel tirare le fila, infatti, la Pertempi si concentra unicamente su fattori sociologici (le opere in rapporto all’età, alla provenienza e al sesso degli autori) e sugli argomenti in senso stretto dei romanzi, e davvero troppo poco su motivi attinenti più strettamente la letteratura e il genere. Questo aspetto è rilevato dalla Pertempi stessa, nel momento in cui afferma che gli autori presi in esame non vanno oltre il raccontare una storia: ovvero, manca in loro la consapevolezza per realizzare un discorso letterario e linguistico mediante la narrazione. Le opinioni e le scelte degli autori analizzati (prima tra tutte, quella di inviare romanzi a una casa editrice che non si occupa di narrativa!) rivelano una certa inconsapevolezza dei meccanismi di una casa editrice e della situazione dell’editoria in genere: per questo, consigliamo a tutti di scorrere questo saggio, con particolare attenzione verso la prima e l’ultima parte, quelle in cui si rende conto della ricerca. Se, infatti, il numero degli autori analizzati è davvero troppo esiguo per realizzare una “mappa” o “griglia mentale” della fisionomia degli esordienti italiani, come si propone l’autrice, le analisi dei comportamenti degli scrittori e delle dinamiche che si instaurano al momento dell’invio sono interessanti, e forniscono spunti per riflettere e tanta voglia di approfondire. |
||
LEZIONI DI LETTERATURA





