STUDIO83 autunno

LEZIONI DI LETTERATURA
 
blog.per queneau?
Antonio Zoppetti
Blog. Per Queneau?
 Luca Sassella Editore, Roma, 2003

“Questa moltitudine di grafomani che spuntano dal nulla in quella che era stata definita la civiltà dell’immagine e della televisione è qualcosa di meraviglioso che merita attenzione.”

 Questo breve e agile saggio di Antonio Zoppetti, Zop nella blogosfera, si propone di parlare di blog, e nello stesso tempo di parlare per blog, ovvero con il linguaggio e la struttura immediata ma complessa del post.

 Nella prima parte del saggio, dedicata a una breve storia dell’evoluzione della scrittura dal cuneiforme al bit, Zop ripercorre il percorso della più importante tecnologia umana, l’alfabeto, scrivendo un breve post per ogni tappa significativa e procedendo, di update in update, fino all’esplosione dei blog: si lascia un “finale aperto”, sul futuro prossimo venturo dei video blog.

 Seguendo la lezione di McLuhan, secondo il quale il mezzo è il messaggio, Zop analizza la scrittura web e il blog servendosi dello stile narrativo del blog stesso e della sua struttura: così, oltre all’esposizione dei contenuti, conosciamo la natura del blog attraverso una rappresentazione metaletteraria, che mette in scena anche i modi con cui i contenuti vengono organizzati, strutturati e creati dal nuovo tipo di medium (o meglio, dall’uso rivoluzionario di un medium esistente, che ha portato alla nascita di una rete virtuale. Sempre riallacciandoci a McLuhan, la blogosfera ci porta più vicini di un passo alla noosfera profetizzata da Teilhard de Chardin: un corpus mysticus autocosciente che come un tessuto di nervi avvolge l’intero pianeta: altro che villaggio!)

 La seconda parte, che è anche più godibile della prima, è dedicata all’applicazione diretta della pratica metaletteraria: Zop si riconduce agli esercizi di stile di Queneau per gettare un metaforico guanto di sfida ai bloggers: partendo da un testo semplice, anche banale, in quali e quanti modi esso si può riscrivere? Di quanti stili narrativi, di quanti generi letterari sono capaci i bloggers?

Il risultato è divertente, a tratti sorprendente. Il normale episodio di partenza viene ripensato, riscritto, reso in decine e decine di modi diversi: come se fosse una lettera burocratica, con tono ansioso, arrabbiato, mediante un discorso indiretto, in dialetto, come se fosse una deduzione di Sherlock Holmes, infarcendolo di luoghi comuni,  in forma di oroscopo, di test, di limerick o di diario astrale di Star Trek, e così via, di invenzione in invenzione, in una scoperta delle potenzialità della scrittura online e, soprattutto, del potere del linguaggio.

 Blog. Per Queneau? è una lettura che consigliamo a qualsiasi scrittore, ancora di più a chi scrive online, perché, come recita il sottotitolo del volume, la scrittura cambia con internet.

È necessario riflettere coscientemente sui mezzi usati, e sul fatto che l’espressione cambia a seconda del supporto con cui viene comunicata: è il supporto stesso a modificare il suo contenuto. Esserne cosciente espande enormemente le possibilità espressive di un autore, come dimostrano gli esercizi di stile riportati da Zop à la Queneau, inventore di (apparenti) boutade riuscitissime.

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