Nox A.M. Ruit

"Mastodon"

Casini Editore, Roma 2011

[ESORDIAMO]



RECENSIONI

ESORDIAMO
NARRATIVA E POESIA
SAGGISTICA
ARTICOLI E INTERVISTE


Se hai pubblicato, puoi richiedere una recensione del tuo libro.
Se non hai ancora pubblicato, visita la nostra pagina servizi per una valutazione o revisione del tuo inedito.

“Mastodon”, opera prima di Nox A.M. Ruit, può essere definito fantasy a sfondo storico: è ambientato nell’impero romano un paio di secoli dopo Cristo, in un mondo in cui gli dèi Olimpici si sono manifestati tra i mortali, “toccando” dei prescelti (o malcapitati, che dir si voglia) e mutando con questa epifania il corso della storia che conosciamo.
Branwen è un "consacrato": toccato dal Dio Apollo, è membro del Collegio della Rivelazione, un organo che riunisce coloro che riescono in qualche modo a interagire con gli scomodi doni portati dal contatto con gli dèi, senza farsene distruggere completamente. L’uomo ha un compito molto delicato, che va svelandosi gradualmente nel corso della storia, e per compierlo non esita a percorrere in lungo e in largo l’Impero insieme ai suoi compagni. Il futuro di Roma e dell’Impero si lega strettamente ai disegni divini ma anche al destino di Branwen, che insegue una verità sfuggente su se stesso.

L’idea di base del romanzo, gli dei tra i mortali e tutto quello che ne consegue, non è originale: oltre al celebre caso “American Gods” di Neil Gaiman, mi piace ricordare anche la semisconosciuta trilogia sci-fi di Zelazny dedicata agli dèi di tre diversi pantheon e pubblicata solo parzialmente in italiano da Newton & Compton.
In “Mastodon”, comunque, questo topos è gestito in modo accorto: con buona pace degli Olimpici, ci si sofferma unicamente sulle conseguenze della loro rivelazione e restiamo in ambito umano, senza voli pindarici troppo azzardati, ma con una buona commistione tra realtà e fantasy, azione e magia e tra storia e ucronia.

Un punto a favore della lettura è la ricostruzione storica molto accurata unita a una buona capacità descrittiva, che permette al lettore di farsi un’idea precisa dei setting e delle situazioni. Non si lascia spazio alla vaghezza, registro che appartiene giustamente al mondo del soprannaturale e delle visioni dei toccati dagli dèi. Ogni elemento che può servire alla trama è ben descritto e ben presentato al lettore, complice anche uno stile chiaro e scorrevole, che spesso esonda nell’infodump e nell’enfatico, ma che può essere sistemato con l’esperienza. L’autore dimostra di aver svolto un enorme lavoro di documentazione che inserisce nel testo quasi in toto.
Proprio questo porta però anche a un difetto del romanzo: fermo restando che il lavoro svolto è encomiabile, troppo spesso le sue dimensioni vanno a sopraffare il lettore.
Forse non c’era bisogno di descrivere proprio tutto, come non era necessario stare a spiegare e motivare ogni azione o linea di dialogo e punto di vista di ogni personaggio, e soprattutto non era necessario infilare nel romanzo decine di location e di ambientazioni differenti, ben cesellate, per carità, ma in sostanza troppe sotto tutti i punti di vista.

La storia di Branwen, infatti, si intreccia con il suo viaggio immane, "arricchito" anche da digressioni affidate ai personaggi di contorno. L'intreccio, dopotutto, poteva essere sfoltito senza che la trama, che tutto sommato è lineare, ne risentisse troppo. Sul finale ho delle riserve: ma non voglio fare spoiler e lascio ai lettori l'onore/onere della scoperta.

Il bilancio complessivo della lettura va in parità.
Trovo che “Mastodon” sia scritto bene, che abbia un’idea solida di fondo, una buona trama, dei personaggi affidabili, delle ambientazioni di tutto rispetto e delle ottime atmosfere. Il che, per un esordio, è notevole e lascia ben sperare per le future opere di Nox A.M. Ruit.
Le dimensioni del tutto sono ciò che pesa dall’altro lato della bilancia, perché la lettura è davvero troppo lunga e faticosa, e lo stile, seppure semplice, va ripulito da esitazioni, enfasi e lungaggini varie.

Concludo con una nota relativa alla casa editrice, “Casini editore”. Molto bella l’idea di legare al testo dei contenuti multimediali da scaricare online, e il manufatto-libro in sé è ben fatto e ben confezionato. Mi dispiace, però, constatare che manca un elemento forse più importante: l’occhio accorto di un redattore. “Mastodon” è un libro enorme, ma non posso quantificarlo, perché mancano i numeri di pagina. E sparsi per il testo ci sono refusi, legati soprattutto alla divisione degli a capo delle parole, che mi portano a sospettare che si sia lasciata mano libera alle automatizzazioni del programma di impaginazione, senza dare una necessaria occhiata alle bozze. Peccato, perché i contenuti extra sono importanti, ma senza un buon redazionale si rischia il micidiale effetto “gigante dai piedi di balsa”.

Ti è piaciuta la recensione? Lascia un commento sul blog!