STUDIO83

RECENSIONI
 
AVV
Un sogno dentro un sogno
I Sognatori, Lecce, 2007

L’antologia “Un sogno dentro un sogno”, quarta opera edita a cura de I Sognatori, raccoglie i dieci racconti vincitori dell’omonimo concorso letterario indetto dalla casa editrice, che ha premiato i finalisti con la pubblicazione a proprio nome. I dieci autori si sono confrontati con un tema caro a I Sognatori, al punto di farne una sorta di leitmotiv: quello del sogno, chiaramente espresso nel nome della casa editrice e richiamato spesso, sul loro blog, attraverso citazioni più o meno note.

I racconti contenuti nell’antologia sono, tranne qualche eccezione, gradevoli da leggere e in alcuni casi molto arguti, scritti tutti in modo più che dignitoso – e in questo si nota anche la mano dell’editore, che dimostra cura per ciò che pubblica e non lascia nulla al caso. Alcuni, onestamente, non hanno molto a che fare con il sogno, altri sono invece pertinenti ma non brillano per originalità; in generale, sarebbe stato interessante leggere più variazioni su un tema che di spunti e risorse ne offre a bizzeffe, discostandosi da quanto scritto finora sull’argomento e soprattutto liberandosi dalle briglie degli schemi convenzionali – insomma, sperimentare, osare qualcosa di nuovo. Anche a costo di sbagliare, s’intende.

Nonostante la maggior parte degli autori abbia preferito restare su binari più sicuri (spesso, ripeto, con risultati comunque apprezzabili), tra i dieci scritti spicca a mio parere un vincitore, “L’uomo cane” di Fabio Giallombardo, che ha invece approfittato del tema per sperimentare maggiormente sia nella forma che nel contenuto. Il tema del sogno ha infatti evocato idee più o meno comuni negli altri autori (la paura, la morte, spesso con risvolti soprannaturali à la Stephen King), mentre Giallombardo è riuscito a fondere argomenti diversi e imprevedibili che stuzzicano il lettore. Graziosa anche la “colorita fiaba” di Guido Marcelli (“L’altro volto della Luna”) che, pur proponendo un accostamento non nuovo (quello appunto tra Luna e sogni), lo rielabora in un racconto simpatico e un po’ amaro.

Se dal punto di vista del contenuto "Un sogno dentro un sogno" si mantiene coerente con le intenzioni che hanno animato l'iniziativa, da quello della veste grafica e - più in generale - del packaging credo davvero che si potesse fare un pochino di più, anche a costo di lasciar intercorrere un tempo maggiore tra il termine del concorso e la pubblicazione: la stampa in quarta di copertina è sfocata e, soprattutto, le spaziature mal gestite nell'impaginazione del testo sono spesso d'impedimento a una lettura scorrevole; non lo sottolineo per pignoleria, ma perché, in quanto dettagli, è un peccato incagliarsi proprio su questi aspetti.


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