"Fuga da Mondi Incantati" è l'antologia collegata all'edizione 2008 del Trofeo RiLL per racconti fantastici. Come le precedenti, contiene i quattro racconti migliori dei partecipanti al concorso letterario, alcuni pezzi dei giurati e, in coda al volume, gli esiti di SFIDA, una gara parallela riservata ai finalisti delle edizioni passate, che sono chiamati a comporre racconti partendo da alcuni elementi fissi stabiliti dalla giuria.
Inizierei proprio dalla fine, ovvero da SFIDA. Le modalità del mini torneo sono state modificate: le proposte dalle quali partire non sono più i personaggi e le situazioni, ma spunti ben più semplici da usare in modo elastico.
Il risultato è decisamente positivo e ci offre racconti molto diversi tra loro, nei quali le indicazioni sono rielaborate in modi creativi, inaspettati e divertenti; tra essi, tutti godibili, spicca "Una questione di prospettiva" (di Cola) nel quale l'ingrato mestiere dello scrittore è riletto in chiave sci-fi e, forse, giocando un po' con gli specchi.
Come la scorsa edizione, i racconti dei premiati sono di buona qualità. Il primo classificato "I Corvi sono lì che aspettano" (di Carello), che narra una sofferta vicenda familiare in un contesto distopico ben delineato, è ochestrato in modo coerente e ben scritto. "Tempus Fugit" (di Troccoli) racconta di un "incidente temporale", tema, modi e finale piuttosto scontati, ma è abbastanza breve da non stancare. L'insidioso virus di "Case history" (di Garello) unisce una buona idea a un'altrettanto brillante struttura narrativa, decisamente originale. L'affascinante "Zed" (di Zini) ambienta una cerimonia di catarsi dai tratti fantasy in un tempo imprecisato, fatto di borghi e strade di pietra.
Direi che in questa edizione del Trofeo, oltre all'ironia da sempre messa in primo piano, risalta anche il ricorso a scenari del passato storici o ucronici: oltre a "Zed", infatti, anche tra i racconti dei giurati c'è più di un'incursione in "mondi incantati" del passato: la spedizione esplorativa dei navigatori di "Occidente" (di Angiolino); l'osteria della Roma seicentesca ne "Il naso dell'astronomo" (di Pietroselli) dove si mescolano leggende di alchimisti a fiabe orientali - con esiti, ahimè, disomogenei; la Seconda Guerra Mondiale ne "La fortuna di Cino e Franco" (di Leoni) e "Serial killer" (di Cuomo), entrambi i racconti, però, sono fuori contesto rispetto all'antologia per l'impronta realistica e priva di elementi fantastici.
Nei restanti racconti dei giurati si dispiegano temi e stili diversi quanto le penne coinvolte: "Qualcuno tra noi" (di Altomare) introduce l'elemento horror in modo piuttosto convenzionale, mentre la rilettura di "Cappuccetto Rosso" (di Lupi) che sconfina nel gore dà una scossa gustosa a un'antologia nella quale di solito si prediligono temi fantasy e sci-fi. "Detraibilità fiscale" (di Mongai) è un esercizio di estro davvero divertente che si fa largo tra commercialisti e voci di Wikipedia con scanzonata spregiudicatezza. "Nuove considerazioni sul Paracarrismo dell'Alto Ticinese" (di Valzania) è un divertissement acuto che forse risente della forma troppo pesante. "Probability Point" (di Cerrino) è il racconto più classico nelle ambientazioni e nei personaggi sci-fi, ma forse il meno convincente dell'antologia per il modo banale in cui tratta e risolve il proprio tema.
Complessivamente, possiamo affermare che la varietà dei racconti, dei generi, delle tematiche e delle scelte narrative - che è la marca del Trofeo RiLL e della sua apertura al "fantastico" nel senso più ampio - porta a una lettura interessante, piena di spunti stimolanti e di sorprese.
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